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Vitra Campus, museo di design a cielo aperto a Weil am Rhein

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Il Vitra Campus è una delle attrazioni turistiche più visitate nel Baden-Württemberg, non solo dagli appassionati di design e di architettura.
L’area è situata in Germania a Weil am Rhein, al confine con il cantone svizzero basilese, e può definirsi un museo di architettura contemporanea a cielo aperto. Una Mecca per architetti e design provenienti da tutto il mondo.
chic & green travel-vitra-mappa© Chic & Green Travel, disegno di Vitra

Chic & Green Travel-Vitra-Verner Panton© Chic & Green Travel

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra house 7© Chic & Green Travel

 

 

la storia  di Vitra

 

Vitra è un’azienda svizzera fondata nel 1934 a Birsfelden da Willi Fehlbaum e produce arredi destinati a negozi.  Nel 1950 la produzione si sposta a Weil am Rhein e l’attività prosegue florida fino al 1981.

In quell’anno purtroppo un grave incendio distrugge gran parte dei capannoni della produzione. La famiglia decide di cogliere un’opportunità e di ricostruire un campus, affidando la commissione a famosi e prestigiosi architetti del calibro di Nicholas Grimshaw, Zaha Hadid e Frank Ghery, solo per citarne alcuni.

 

 

l’architettura del Vitra campus

Proprio all’architetto Nicholas Grimshaw fu affidata la redazione di un masterplan che trasmettesse l’identità aziendale, e la progettazione di un nuovo stabilimento rivestito in alluminio.
Questo, che fu il primo progetto di Grimshaw nel continente, doveva essere il modello per le strutture successive; la novità fu quella di posizionare servizi e scale in volumi esterni collocati a ridosso dell’edificio.

Tre anni dopo, in occasione del compleanno di Willi Fehlbaum fu eretta la scultura degli artisti pop Claes Oldenburg e Coosje Bruggen a forma di martello, cacciavite e tenaglia.

 

Nel 1989 uno degli architetti decostruttivisti per eccellenza, il californiano Frank Ghery fu incaricato di progettare un altro stabilimento industriale, oltre alla Guardiola d’ingresso all’area e il Vitra Design Museum con la sua Gallery. In particolare l’edificio adibito a museo è un insieme di torri e rampe che si intrecciano creando al suo interno un sorprendente gioco di spazi e di luci.

Qui trovano luogo le esposizioni temporanee, installazioni e allestimenti.

 

Quattro anni dopo l’irachena Zaha Hadid realizzò per il Vitra Campus la stazione dei vigili del fuoco, architettura all’insegna del dinamismo e del movimento che diede una svolta alla sua carriera,  facendole vincere nel 2004 il prestigioso premio Pritzker. 

Nello stesso anno sorse la prima opera di Tadao Ando fuori dal Giappone: il Padiglione per le conferenze. Circondato dai ciliegi , questo padiglione ha una piano seminterrato e una grande attenzione al contesto in cui si inserisce. La vista si affaccia sul paesaggio, l’uso dei colori è ridotto al minimo favorendo la concentrazione.

 

Nel 1994 si aggiunge lo stabilimento industriale di Álvaro Siza che lascia intravedere l’edificio delle Hadid e lo sottolinea con una copertura antipioggia. Pensa che questo arco si abbassa automaticamente per evitare la pioggia ai passanti a seconda delle condizioni atmosferiche.

L’ultimo padiglione produttivo è quello del duo SANAA del 2012, che si distingue per la forma curva in pianta ed una facciata a “tenda” risultato di una tecnologia all’avanguardia.

 

Nel corso degli anni si aggiungono sempre più architetture al Vitra Campus come la cupola geodetica, la stazione di servizio di Jean Prouvé, la pensilina di Jasper Morrison, l’unità abitativa di Renzo Piano e la torre scivolo di Carsten Höller.

Inoltre quest’anno si sono aggiunte la Blockhaus di Thomas Schütte e il Ring e Ruisseau dei fratelli Ronan & Erwan Bouroullec.

 

 

 

Chic & Green Travel-Vitra-Frank Ghery-Vitra Design Museum© Chic & Green Travel

Chic & Green Travel-Vitra-Zaha Hadid© Chic & Green Travel  

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra Campus© Chic & Green Travel  

 

 

herzog and De Meuron per il vitra campus

 

Si erige nel 2010 la prima opera degli architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron: la Vitrahaus, con le sue dodici casette una sopra l’altra, diventa l’ingresso al campus.

L’opera è incredibile perché nei suoi volumi sono ricavate prospettive e spazi che si intrecciano. Creano una sorta di labirinto aperto, senza mai mancare di mettere il visitatore a proprio agio tra i mobili delle Vitra Home Collection. 

 

Qui infatti Vitra espone i suoi mobili proprio come se fosse una casa, un salotto o una sala da pranzo. Anche la parte degli uffici è risolta in maniere molto elegante, riproponendo quell’atmosfera informale e flessibile degli open space che oggi va tanto di moda: angoli per i brainstorming, thing tanks, postazioni mobili e tanto altro ancora.

Da architetto ho collaborato diverse volte con Vitra per progetti di Novartis, Roche, Clariant e Davidoff a Basilea. Rimane in assoluto uno dei punti di riferimento per l’interior design mondiale.

 

Inoltre, al piano terra si trova il Vitrahaus Café di cui vi parlerò più in là in un post tutto dedicato.

 

 

Chic & Green Travel-Vitra-Herzog & De Meuron-Vitra house© Chic & Green Travel  

Chic & Green Travel-Vitra-Vitrahouse© Chic & Green Travel  

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra house 9© Chic & Green Travel  

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra house 13© Chic & Green Travel  

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra house 1© Chic & Green Travel

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra house 3© Chic & Green Travel

 

 

Nel 2016 si aggiunge il Schaudepot che ripropone il tema della casa del Vitrahaus e l’aspetto in facciata del magazzino di Álvaro Siza. In particolare quest’ultima è realizzata in clinker, un mattone cotto a temperature elevatissime che consentono la quasi vetrificazione del laterizio.  Ma qui viene usato diversamente: i mattoni vengono spezzati sul cantiere e posti in opera girati. Rendono così la facciata irregolare in superficie.

 

Qui viene esposta l’intera collezione di Vitra che si compone di ben 7’ooo pezzi! Inizialmente questa destinazione era assegnata al museo di Ghery, ma fu allora modificata su suggerimento del direttore A. von Vegesack. 

Gli allestimenti interni con gli scaffali in acciaio sono di Dieter Thiel: pavimenti in calcestruzzo, pareti bianche e luci al neon.

 

Annesso al Schaudepot c’è il Vitra Depot Deli di cui parlo qui.

 

 

chicgreentravel edificio vitra depot deli© Chic & Green Travel  

chic and green travel-vitra-facciata schaudepot© Chic & Green Travel  

Chic & Green Travel-Vitra-Vitra Depot shop© Chic & Green Travel  

 

 

come raggiungere il vitra campus

 

Ci sono vari modi per raggiungere il Vitra Campus, sia in macchina che con i mezzi pubblici come il tram, il treno e l’autobus. Per completezza d’informazione ti lascio direttamente il link alla pagina qui.

 

Non mi resta che augurarti una buona giornata tra design e architettura. Prezzi e orari delle visite li trovi qui.

 

 

 

Check out: vitra.com

 

Posizione: Google Maps

 

 

 

Potrebbero interessarti anche: Vitra Depot Deli

 

 

 

 

 

5 Comments

  • Raffi

    12.10.2018 at 09:23 Rispondi

    Che meraviglia! Io impazzirei di gioia a poterlo visitare. Mi conosco e so che passerei tutto il tempo co l’iphone in mano a fotografare e a dire “Guarda qui, guarda là. Oh, wow! Va che bello! Fantastico”. Adoro l’architettura (sia moderna che antica) e potermi aggirare tra le proposte dei grandi sarebbe davvero impagabile. Ho preso nota di tutto e sono cerca che lo andrò a visitare appena possibile. Grazie del suggerimento.

  • Manuela

    12.10.2018 at 11:14 Rispondi

    Adoro questo genere di design moderno e allegro allo stesso tempo.

  • Federica

    10.11.2018 at 11:37 Rispondi

    È la mia prima volta sul tuo blog e ti faccio i complimenti perché mi piace moltissimo! Sono un’appassionata di architettura e design e qui trovo pane per i miei denti 😍
    Ovviamente desidero visitare il Vitra Campus da una vita ma purtroppo non mi è ancora capitato di fare viaggi in zona quindi per ora mi godo il tuo racconto in attesa di andarci di persona!

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