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Cangiari, brand di lusso etico e sostenibile per riscattare la Calabria

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Ti sei mai chiesto dove, come e da chi vengono prodotti gli abiti che indossi? Io sì e da allora ho cominciato a informarmi sul mondo del fashion design e sui brand consapevoli e sostenibili.

In questo articolo voglio in particolare raccontare la storia di un marchio italiano e raccontarti la sfida che questo sostiene per fare in modo di cambiare le cose, su tutti i fronti!

CANGIARI è  brand di moda che nasce in Calabria nel 2009. Il suo nome in dialetto calabrese significa per l’appunto “cambiare”, questo è il motto di GOEL, il Gruppo Cooperativo che ha dato vita a questa stupenda produzione di abiti. 

 

 

Chic & Green Travel-CANGIARI telai a mano - 8 @ CANGIARI

 

cosa fa  GOEL

 

La sfida etica di GOEL tocca diverse fasi della filiera: dalla coltura dei materiali alle condizioni lavorative di tutto il suo personale. La sua missione è quella di portare il riscatto, soprattutto da realtà mafiose e denigranti per la libertà degli uomini. Sviluppa progetti in vari ambiti: dal turismo responsabile, all’agricoltura biologica, alla moda etica, alla sanità, per citarne alcuni.

 

 

la moda di CANGIARI

 

CANGIARI parte proprio da ciò che non deve andar perduto. La Calabria infatti vanta una tradizione di tessuti a telaio a mano con disegni di matrice grecanica e bizantina, come la pittejia ad esempio. Questi disegni si basano su ordini matematici molto complessi e furono tramandati da generazioni dalle maijstre, tramite delle nenie che conoscevano a memoria. Pensa che produrre un tessuto ci vogliono fino a 1’800 fili di ordito da passare  nei licci del telaio.

CANGIARI ha raccolto questa eredità preziosissima ed ha tramandato a giovani donne l’arte della tessitura al telaio. 

Tutti i tessuti sono rigorosamente provenienti da agricolture biologiche senza uso alcuno di additivi chimici e vantano la certificazione G.O.T.S. Anche le colorazioni sono biologiche e preservano l’inquinamento delle falde acquifere. CANGIARI ha a cuore non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella sociale. E’ infatti prodotto da cooperative sociali che inseriscono a lavoro persone con disabilità e utilizzano solo lavoro legale, contro ogni forma di sfruttamento. Tutta la filiera di produzione è certificata biologica ed è interamente Made in Italy.

 

 

Chic & Green Travel-CANGIARI telai a mano - 5@ CANGIARI

Chic & Green Travel-CANGIARI telai a mano - 6@ CANGIARI

 

 

la rivoluzione fashion di cangiari

 

CANGIARI provoca il fast fashion con proposte sostenibili, a partire dal design: creare un capo per destrutturarlo e trasformarlo in qualcosa d’altro. È questa l’idea della nuova linea di abiti metamorfici della capsule collection by Denise Bonapace. Riposizionare un dettaglio creando un altro abito: un punto di forza della ricerca condotta da CANGIARI nella progettazione dei modelli e dello stile.

Tutto ciò conservando dei dettagli unici, una qualità altissima e un gusto assolutamente contemporaneo. La vestibilità dei capi è garanzia di comfort e gli abiti possono essere indossati per le occasioni informali fino a quelle più importanti. 

 

CANGIARI  ha inaugurato una linea La Sposa Etica che propone degli abiti magnifici e molto raffinati. Con l’abito dal ciclo di vita più corto nasce inoltre l’idea di riutilizzarlo, colorandolo con delle tinture biologiche.

Anch’io ho fatto modificare il mio abito da sposa che ha un colore rosato e ho avuto il piacere di indossarlo per qualche serata speciale.

 

 

Chic & Green Travel-sposa-etica-cangiari@ CANGIARI

 

 

cosa significa la sfida di cangiari

 

Questa rivoluzione ha l’obiettivo di evitare l’iperconsumo e quel modello di fast fashion che si basa su produzioni di massa a basso costo e di bassa qualità. La differenza della Moda di CANGIARI sta nel produrre abiti a ciclo di vita lungo, modelli senza tempo ma sempre contemporanei, colori sempre portabili e tessuti resistenti nel tempo.

 

Sapevi che ogni anno vengono buttai via 73 milioni di tonnellate di abiti?

Sapevi che per produrre un chilo di cotone ci vogliono 11’000 litri d’acqua e si producono 23 chili di anidride carbonica che va a finire nell’atmosfera?

Per non parlare delle condizioni di lavoro di operai sottopagati che operano in ambienti con scarsa sicurezza. 

 

Proprio da un evento infausto, accaduto in Bangladesh nel 2013, è nata la campagna #Whomademyclothes?, che chiede trasparenza a tutti i brand su materiali e filiera di produzione.

 

 

Chic & Green Travel-collezione 2018-2019-cangiari@ CANGIARI

 

 

cosa può fare un consumatore per la sostenibilità ambientale e sociale

 

Rimane comunque fondamentale la scelta del consumatore, cioè di ognuno di noi. È vero che non tutti possono acquistare capi di alta moda, ma adesso possiamo scegliere di comprarne uno e di trasformarlo in due abiti, che durano anche nel tempo.

 

Personalmente controllo sempre l’etichetta di quello che acquisto, verifico da dove viene e mi informo sui brand certificati che producono il Made in Italy. Prediligo materiali naturali ed evito il poliestere che emette microplastiche durante i lavaggi.

 

Questa è solo una goccia nel mare per cambiare le cose, nel tentativo di vivere tutti in maniere più sostenibile, proprio come ci mostra CANGIARI con il suo lavoro.

 

 

10 Comments

  • Rosaria Uglietti

    09.10.2018 at 12:07 Rispondi

    Spero che questo progetto possa andare avanti, perché, noi gente del Sud ce lo meritiamo, ci bistrattano, ci derubano, ma noi non molliano!

  • Corinna

    09.10.2018 at 17:02 Rispondi

    MOLTO INTERESSANTE! NON SI FINISCE MAI DI SAPERE…

  • Chiara Fedele

    10.10.2018 at 07:38 Rispondi

    Articolo interessantissimo che ho letto davvero con piacere. Il progetto di cui hai parlato è davvero molto bello e spero che continui a funzionare, poichè posso solo immaginare quante difficoltà puó incontrare una realtà come questa nel mercato d’oggi.
    Grazie perchè ho imparato tante cose nuove 😉

    • Chic & Green Travel | Travel blog

      10.10.2018 at 09:33 Rispondi

      Hai ragione Chiara, ed è proprio per questo che ne parlo. Sono realtà che mi hanno colpito e sono convinta che far conoscere la loro storia possa smuovere le coscienze per vivere in un mondo più giusto e sostenibile.

  • Silvia The Food Traveler

    12.10.2018 at 13:47 Rispondi

    Ho cercato di smettere di comprare vestiti “non sostenibili” da un anno circa e ammetto che non sempre ci sono riuscita. Ho azzerato gli acquisti dalle grandi marche internazionali da quando ho visto il documentario The True Cost dove tra l’altro si parla anche dell’incidente in Bangladesh, e da allora cerco di fare attenzione a quello che compro, cercando anche di comprare meno cose. Perché se è vero che i prodotti (in generale, non solo nell’abbigliamento) di qualità costano di più, è anche vero che hanno una vita più lunga, sono più puliti dal punto di vista ambientale e più giusti da quello sociale.
    Grazie per avermi fatto conoscere Cangiari, ora vado a vedere il loro sito!

    • Chic & Green Travel | Travel blog

      12.10.2018 at 14:59 Rispondi

      Grazie di cuore Silvia per il tuo racconto. Nel mio piccolo con questo blog spero di poter indicare delle alternative a chi fin ora non si è mai posto delle domande, o a chi è sempre in cerca di novità come me! Passo tante ore al pc la sera a cercare realtà come questa di Cangiari, e sono molto felice di poterle condividere. Per me è diventata un po’ una missione e vedo con piacere che il pubblico di Chic & Green Travel apprezza!

  • camilla corradini

    13.10.2018 at 19:18 Rispondi

    Da un po’ di tempo anche io ho iniziato a prestare molta più attenzione alla moda sostenibile. Ho trovato il tuo articolo veramente molto interessante. Complimenti, soprattutto perché brand come questi meritano di essere raccontati per le scelte che fanno, soprattutto in certi territori.

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